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Whistleblowing: nuove opportunità per assistenti

La legge sul whistleblowing è un tema recente e poco affrontato. Siate proattive e fatevi trovare preparate; in questo articolo trovate tutte le risposte che vi servono!

Avete mai sentito parlare di whistleblowing?

Se la risposta è no, non temete. In questo articolo vi spieghiamo proprio che cosa si intende con questo termine, perché è importante per le assistenti conoscerlo e come si possono inserire in questo contesto.

Partiamo da una spiegazione giuridica: la Legge 30 novembre 2017 n.179, pubblicata dalla Gazzetta Ufficiale il 14 dicembre 2017, regola le “Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato.

Cerchiamo di spiegarci meglio.

Innanzitutto il termine whistleblowing deriva dall’inglese to blow the whistle, ovvero soffiare il fischietto.
Indica il dipendente di un’organizzazione, pubblica o privata (ma può trattarsi anche di fornitori, collaboratori, consulenti e in generale di stakeholder esterni), che decide di segnalare illeciti di cui è venuto a conoscenza durante la propria attività lavorativa.
Le denunce sono effettuate attraverso specifici canali riservati, autonomi e indipendenti, che hanno proprio di trasmettere all’interno dell’azienda violazioni potenziali o effettive.

La legge stabilisce che il dipendente pubblico o privato che segnala illeciti, viene tutelato e non può subire ritorsioni, ad esempio licenziamento, demansionamento, trasferimento e così via.
L’identità del whistleblower deve essere mantenuta riservata e non può essere rivelata fino alla chiusura della fase istruttoria.

La normativa e le best practice internazionali indicano il canale informatico come quello più indicato per la gestione di queste segnalazioni delicate e confidenziali. Attenzione! La mancata adozione del sistema può far incorrere in pesanti sanzioni, amministrative e pecuniarie.

Vi chiederete ora se la legge si applica soltanto ad alcune categorie di aziende e se la vostra rientra in queste. La risposta è (abbastanza) semplice: le società interessate sono quelle che hanno adottato un modello di organizzazione e gestione previsto dal dlgs 231/01 (MOG) e che, di conseguenza, devono aggiornarsi con l’inserimento di un canale di segnalazione whistleblowing. Se non avete queste informazioni chiedete a chi ne compete in azienda.

COME IMPATTA SU DIPENDENTI E… ASSISTENTI?
Qui entrate in gioco voi!

Questa legge è un deciso passo in avanti perché permette ai lavoratori di rompere consolidate omertà all’interno delle aziende, consentendo di segnalare frodi e violazioni.

Innanzitutto è opportuno chiedersi se la questione è stata trattata all’interno della vostra azienda. In caso di risposta negativa dovrà farlo al più presto, per non incorrere in sanzioni. Ancora una volta voi potrete essere portatrici di innovazione e mostrarvi attente e aggiornate sulle novità (giuridiche e non) e proporre le migliori soluzioni.
Tramite il vostro intervento l’azienda può dotarsi di questo sistema di allerta interno; potreste scoprire un illecito prima che sia troppo tardi e che procuri un danno reputazionale riportando uno scandalo relativo alla vostra azienda sulla prima pagina dei giornali!! Immaginate anche l’importanza di salvare la vostra azienda da un Manager che si vuole appropriare indebitamente di risorse dell’azienda e provocare così un danno economico irreparabile.

Ci siamo informate e abbiamo scoperto uno dei software più usati per le segnalazioni, prodotto da Unione Fiduciaria, pensato proprio per gestire il whistleblowing nel rispetto dei parametri previsti dalla normativa, attraverso un canale autonomo.

Per capire quanto sia importante per un’Assistente essere informata su questo tema, presto torneremo a parlarne proprio con Unione Fiduciaria!

Per ulteriore approfondimento e per consultare il testo di legge, trovate qui l’atto completo emesso dalla Gazzetta Ufficiale.

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