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Virtual Assistants: amiche o nemiche?

Virtual Assistants: amiche o nemiche?

Mara De Santis, assistente in Enel, ci invita a riflettere sull’evoluzione tecnologica e sul ruolo delle Virtual Assistants.

Si è tenuta di recente presso la prestigiosa location del MAXXI, a Roma, la pillola formativa “Le Assistenti virtuali: le nuove alleate delle Executive Assistant”, organizzata dalla Regional Ambassador del Lazio di Secretary.it, Laura Rotunno (Ericsson), coadiuvata da Viviana Ercolani (Softlab), Alessia Toniolo (Digitalgo) e Mara De Santis (ENEL).
Proprio a Mara abbiamo chiesto le sue impressioni: ecco il suo piacevole racconto, permeato da quella sensibilità “speciale” che… Leggete e scoprire il perché!

 

Virtual Assistants: amiche o nemiche?Quando ero in prima elementare (ormai molto tempo fa!), ci portarono in gita a visitare la Centrale del Latte di Roma.

Al di là della bella esperienza all’aria aperta, la cosa che mi rimase più impressa fu proprio la fabbrica in sé, ovvero quell’area in cui, in maniera quasi totalmente meccanizzata, si prendeva il latte, lo si pastorizzava e poi lo si imbottigliava. La presenza umana era ridotta al minimo e, nonostante ci avessero spiegato cosa fosse una catena di montaggio automatizzata, quella visione mi colpì molto sia in senso positivo che negativo. Vedevo quelle macchine muoversi da sole e fare tutto quello che ad uno o più uomini avrebbe richiesto il triplo del tempo e, insieme all’inevitabile fascino per quella scena che mi sembrava fantascienza diventata realtà, venni anche pervasa da un senso di “inquietudine” e disagio poiché nella mia testolina si presentarono tanti pensieri che, più o meno banalmente, direi possano essere riassunti in questo modo: ma quindi siamo così facilmente sostituibili dalle macchine?

Sono passati tanti anni da allora (vabbè dai, non così tanti… o sì?) e il fascino della tecnologia su di me ha mantenuto sempre la stessa ambivalenza: attrazione ed inquietudine.

Studiare e conoscere tutte le innovazioni di questa era moderna e super digital e virtual è ormai necessario e anche piuttosto utile per facilitarci la vita ed agevolare il nostro lavoro, ma non nascondo che in molti casi il mio approccio non è solo utilitaristico o dettato dalla curiosità, è anche, se si può così definire, “cautelativo”, della serie “conosci il tuo nemico”.

Alla luce di tutto ciò, è facile comprendere come sia stato per me irresistibile il richiamo della pillola formativa organizzata da Secretary.it poiché contestualizzava – addirittura nella mia realtà professionale! – quella domanda che mi echeggia dentro da quando avevo 6 anni, ovvero: la tecnologia ci è amica o nemica? Vuole/può aiutarci oppure soppiantarci?

Nemmeno il mio pancione di 7 mesi avrebbe potuto impedirmi di partecipare all’evento per poter avere una risposta valida! Valida, sì, almeno per il momento, visto che ormai tutto diventa “passato” e superato in tempi davvero rapidissimi.

Care Siri, Google Assistant, Alexa e Cortana quindi chi siete? Cosa volete da noi? Che vi siete (vi hanno) messe in testa?

Con mia soddisfazione, la risposta del formatore Enrico Aprico, Softlab Spa, è stata rassicurante, almeno per il momento: il progresso, come sappiamo, non è né buono né cattivo, tutto quello che porta deriva soltanto dall’utilizzo che ne facciamo o che permettiamo se ne faccia. Ma soprattutto, nel nostro caso specifico, può rivelarsi davvero un alleato.

Le Virtual Assistant possono essere sicuramente utilizzate in tantissimi modi (qui un divertente video su Siri) e migliorate per raggiungere dei livelli di applicazione altissimi, ma le loro capacità non saranno mai in grado di eguagliare quello che un’Assistente di Direzione ha da offrire e che la rende davvero preziosa agli occhi del Capo, del Team, dell’Azienda e anche dei clienti e/o stakeholder. Intuito (no calcoli statistici), gestione delle persone (non delle macchine), capacità di mediazione, misurazione del clima interno, super sensori dell’umore del Capo, capacità di attuare strategie di persuasione o di resistenza, temporeggiamenti strategici che Quinto Fabio Massimo ci fa un baffo, oppure blitz fulminanti che “nemmeno le teste di cuoio”, capacità di agire in maniera proficua a seconda della situazione, empatia oppure seconda glaciazione mondiale se necessario… Sono tutte capacità, comunemente definite “soft skill”, che nessun software o App potrà mai replicare nella stessa meravigliosa (im)perfezione umana. La nostra. Di professioniste. Di Personal/Executive/Office Assistant.

Data questa rassicurante proiezione futura, non bisogna dimenticare che però nessuno è esente dall’evolversi. “Chi si ferma è perduto”, recitava un noto film, e questa verità è quanto mai tangibile ora, con la velocità di cambiamento di cui parlavamo prima. Ed è qui che risulta indispensabile un’altra preziosa dote che ci contraddistingue: la resilienza. Tutto cambia, lo abbiamo detto, ma noi ci adattiamo – non solo “sopravviviamo” al cambiamento – e ne traiamo vantaggio, a volte anzi ne diventiamo le promotrici.

Indimenticabile esempio di resilienza che mi piace spesso indicare è il personaggio di Dorothy Vaughan in Il Diritto di Contare, ovvero: come restare indispensabili nell’attività di calcolo nonostante l’arrivo dei calcolatori computerizzati (se non avete ancora visto questo film, fatelo al più presto!).

Pertanto, lasciamo pure che Siri & Virtual Friends si occupino per noi di chatbot, ricerche in internet, telefonate, di prenotare un ristorante o il parrucchiere (guardate questo sorprendente video), di segnalarci degli imprevisti logistici legati ad una trasferta o anche di provare ad indovinare – con i loro calcoli statistici – che cosa vorremmo oggi per pranzo… Ed invece di sentirci “depauperate” di certe mansioni, approfittiamone per ricavarne del tempo prezioso per formarci, approfondire, dedicare più attenzione a qualcosa che ne richiede molta per creare, proporre, sperimentare, ed ampliare i nostri orizzonti e competenze: per evolverci!

Insomma, che la continua innovazione sia anche “nostra”, ci appartenga veramente e non venga meramente subìta perché imposta dall’esterno… La più grande e sorprendente evoluzione dobbiamo restare noi!

Ma poi, diciamocelo chiaramente, chi inviterebbe quelle noiose Virtual Assistant ad una cena di lavoro o anche ad una stimolante Pillola Formativa Secretary.it cercando inutilmente di coinvolgerle magari nel momento delle Q&A e annessa condivisione di riflessioni ed osservazioni? Non saprebbero nemmeno godersi il prezioso momento conviviale e di networking che un aperitivo può offrire…! (Lo sa bene anche Will Smith alle prese con la famosa Sophia).

Allora, ancora paura del “lupo cattivo”?  Io no.

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