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Professione Assistenti di direzione

Intervista mamma lavoratrice

La storia di Virginia, mamma (e non solo) a tempo indeterminato

Una mamma e lavoratrice speciale ci racconta perché la sua storia ha fatto tanto scalpore.

Virginia Forte è moglie, mamma ed impiegata a tempo pieno da tre anni e mezzo alla NEM, dove si occupa dell’amministrazione di questa azienda oleodinamica formata da oltre 60 dipendenti. Si occupa anche del personale e del sistema di gestione della sicurezza, nonché dell’organizzazione di eventi e trasferte.

Vi starete chiedendo cosa ci sia di insolito, vero? Allora dovete sapere che Virginia, quando si è presentata al colloquio finale per la NEM, aveva appena scoperto di essere incinta. Ed incredibilmente l’azienda, anziché penalizzarla, l’ha assunta a tempo indeterminato. Augurandoci che la storia di Virginia sia di ispirazione a ogni mamma lavoratrice (e non solo) e, perché no, di conforto, noi di Secretary.it abbiamo deciso di intervistarla.

Il tuo precedente lavoro era molto distante da casa: hai qualche consiglio per una mamma che si trova in questa situazione?

Il mio consiglio è affidarsi allo smart working: può essere svolto in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno, con lo scopo di incrementare la produttività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

Quali vantaggi hai riscontrato alla NEM e quali sono i tuoi punti forti?

Sicuramente la vicinanza a casa, l’ambiente giovane, la possibilità di crescita e la formazione continua sono i suoi grandi punti di forza. L’azienda si fonda su una coppia di 45enni dinamici, competenti e determinati, che grazie ad una piramide orizzontale hanno creato il motore della NEM con ottimi risultati. E con questa mentalità non poteva essere altrimenti!

Pensi che il tuo ruolo di assistente all’interno dell’azienda sia ben chiaro? C’è qualcosa che vorresti/potresti fare per sentirti meglio definita come tale?

Non ho mai avuto la qualifica di Assistente di Direzione, anche se nella mia carriera lavorativa sono sempre stata multi-tasking: ho imparato a tener testa al capo e sono in grado di lavorare anche sotto pressione. Di fatto ricopro il ruolo di Assistente seppur non sia scritto nero su bianco. Punterò sulla formazione per acquisire tutte le skills di questo lavoro.

La tua azienda ha un alto tasso di dipendenti giovanissimi (oltre il 20% sotto i 25 anni): come ti rapporti con loro? Per quanto anche tu sia molto giovane, percepisci il gap generazionale nonostante la (poca!) differenza di età? Se sì, come lo affronti?

La nostra azienda ospita continuamente giovani studenti in alternanza scuola lavoro e tirocinanti neodiplomati/neolaureati, e proponiamo a tutti un percorso di crescita e formazione costante. Personalmente mi impegno a trasmettere loro la passione per il lavoro, li incoraggio a porre domande e cerco di immedesimarmi nella loro realtà per poter fare gruppo. E non dimentico mai che l’umiltà porta a grandissimi risultati.

Non sono molte le aziende che assumerebbero a tempo indeterminato una donna in gravidanza: c’è qualcosa che vorresti dire per sensibilizzare le altre aziende riguardo a questo delicato tema?

La prima pagina che “Il Resto Del Carlino“ mi ha dedicato mi è sembrata confortante: nutre l’idea che comunque non sia tutto perduto e dà l’impressione che, in nome dell’eccezione felice, la dura regola sia più flessibile di quanto in realtà non sembri. Vorremmo tutti che fosse così, e invece la notizia della mia assunzione è come quella delle vincite alla lotteria, che sono funzionali alle perdite: perché tutti continuino a giocare sperando di vincere occorre che di quando in quando qualcuno vinca davvero, alimentando l’illusione delle centinaia di migliaia di persone che invece non vinceranno mai. Applicato al mondo del lavoro, questo principio genera uno scambio dei fattori logici: le donne nel loro insieme non possono essere lavoratrici e madri a causa al sistema, ma ogni tanto arriverà un imprenditore che ne assumerà una nonostante il sistema. Alle aziende e soprattutto agli imprenditori voglio dire che devono rischiare, assumere una donna in gravidanza non significa che durante la maternità la dovrai sostituire; piuttosto il suo lavoro sarà coperto dai colleghi e ciò permetterà la circolarità delle mansioni, che può generare criticità costruttive fondamentali per l’evoluzione del lavoro.

Come hai conosciuto la community di Secretary.it?

Grazie ad un’ex compagna di scuola, nonché amica di una vita, sono venuta a conoscenza della community e curiosando nel blog ho capito che c’era del potenziale. Così ho fatto presente alla proprietà il mio desiderio di partecipare al Secretary JOB per acquisire nozioni e strumenti da condividere e approfondire.

Il Secretary JOB dello scorso 24 novembre è stata un’esperienza positiva? Cosa ti sei portata a casa (e in ufficio)?

L’evento organizzato a Linate ha decisamente superato le mie aspettative: grande partecipazione ed entusiasmo delle 100 assistenti di Direzione, solidità dei contenuti, relatori di altissimo livello e grande spessore culturale e professionale.
La tavola rotonda delle Assistenti di Direzione di Microsoft, LinkedIn e Google è stata elettrizzante; hanno fornito una grande testimonianza e seguirò le loro linee guida a partire dalla proattività, che mi ha sempre caratterizzato.

Gli argomenti che più hanno attirato la mia attenzione sono stati la gestione del patto generazionale, il ruolo di Assistente come leva per la digital transformation e la comunicazione positiva sul lavoro. Con questo “bagaglio” ci sono ora le premesse per programmare una formazione one to one aderente all’ambito in cui opero.

Sappiamo quanto sia difficile per una mamma conciliare la famiglia con il lavoro, ma non dimenticate… Keep calm and use your #SecretaryPower!

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