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Professione Assistenti di direzione

Smart working in pandemia

Aspetti legali e psicologici, opportunità e rischi per la salute legati allo smart working in pandemia

Lo smart working e la pandemia continuano a rappresentare una sfida senza precedenti sul piano dell’organizzazione del lavoro, delle attività formative, dello studio delle attività economiche e della vita nelle città, nelle periferie e nei borghi. Eventi di questo tipo, tuttavia, sollecitano continui sforzi di adattamento e possono avere profonde ripercussioni disfunzionali sul benessere psicofisico, qualità della vita e pratica professionale.

La community Secretary.it ha tenuto un interessantissimo webinar con Annalisa Rosiello (avvocato giuslavorista) e Lucia Castano (psicologo del lavoro) illustrando sia gli aspetti lavorativi che i rischi psico-sociali dello smart working in pandemia da un lato, nonché per promuovere le capacità di gestione dello stress e il potenziamento delle risorse.

Lo Smart working è definito come uno strumento per migliorare la competitività dell’impresa e favorire la conciliazione vita-lavoro.

Da un punto di vista dell’interesse e coinvolgimento di questo aspetto lavorativo dei lavoratori, pre-covid erano soltanto poco più di mezzo milione, mentre in seguito i dati sono aumentati a dismisura (9 milioni di persone).

Quali i vantaggi? Questa forma lavorativa ha consentito di:

  • Tutelare la salute delle persone
  • Preservare l’economia almeno in parte
  • Preservare la formazione e l’attività scolastica (DAD)

Di conseguenza, in modo più o meno immediato, aziende, pubblico, professionisti ed imprese si sono dovuti adattare. Ma si è trattato di vero smart working?

  • La normativa definisce lo smart working da un punto di vista del luogo come attività che si svolge in parte all’interno dei locali aziendali, e in parte all’esterno senza una postazione fissa, luogo che meglio si adatta a esigenze organizzazioni e imprese.
  • Il cosiddetto “lavoro agile” si adatta a esigenze aziende a lavoratori, garantendo e tutelando chiaramente privacy e sicurezza.
  • Layout abitazioni: gli architetti oggi si stanno riposizionando per ristrutturare ambienti domestici per adattarli alle nuove esigenze
  • Alberghi e spazi ricettivi si riorganizzano per ospitare riunioni di lavori o lavoratori

Quali i vantaggi per le grandi imprese?

  • Miglioramento delle competenze digitali
  • Superamento dei pregiudizi e stereotipi legato al lavoro da remoto
  • Consapevolezza della reattività al cambiamento dell’organizzazione
  • Ripensamento dei processi
  • Opportunità di sperimentare strumenti digitali diversi

Quali i vantaggi per i lavoratori?

  • Efficacia
  • Maggiore conciliazione vita privata e lavorativa
  • Maggiore concentrazione
  • Efficienza nella resa

La maggior parte delle persone non vorrebbero abbandonare questo modello. Potendo scegliere, per quanto riguarda la settimana lavorativa i giovani lavorerebbero più da remoto, la popolazione over 55 prevalentemente in presenza.

Secondo le stime dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, oltre 6 milioni di lavoratori nella nuova normalità continueranno ad applicare questo modello anche successivamente. Siamo preparati? Non ancora.

E’ forte la necessità di bilanciare le ragioni d’impresa e il benessere lavoratori, intervenire sulla normativa legale e contrattuale che non è adeguata, aumentare le dotazioni tecnologiche e la sicurezza, favorire la preparazione culturale del management e dei lavoratori da punto di vista formativo

Qual è il ruolo del consulente legale che assiste lavoratrici e lavoratori?

  • Ripristinare la natura originaria dello smart working
  • Tutelare la privacy
  • Sviluppare piani formativi che includano soft skills e competenze digitali
  • Implementare i sistemi di sicurezza

Quali sono gli spunti per le attività di supporto?

Ripristinare la natura originaria dello smart working, fare formazione, innovare sistemi premianti, rivedere i criteri limitando le difficoltà e i fenomeni disfunzionali: dallo straining, accentuato dall’ isolamento forzato, allo stress da lavoro correlato, ai problemi di cattiva connessione, alla mancanza di un ambiente adatto per lavorare.

 Vediamo invece gli aspetti psicologici dello Smart working durante il lockdown. È stato un atto

  • FORZATO: senza possibilità di scegliere un luogo in cui lavorare
  • INCERTEZZA: non si sa quando finirà

Per molti ciò ha significato un sovraccarico di lavoro – poco smart e molto working – le persone devono essere sempre disponibili, le giornate iniziano prima e finiscono dopo, è difficile staccare la spina. La conseguenza: MOLTO STRESS.

Quali i disagi piscologici legato allo smart working durante il lockdown?

  • Disturbi del sonno
  • Attacchi di panico
  • Senso di apatia, demotivazione
  • Anedonia: perdita di piacere nel fare le cose
  • Meno concentrazione (tante richieste, ruoli di mamma, lavoratrice, compagna, care giver)
  • Smarrimento (quando finirà?)
  • Ansia

“E’ un po’ come mangiare senza sale” senza gioire di quello che stai facendo, ha enfatizzato Lucia Castano.

Qual è quindi il vero “Work Life Balance”?

  • Svolgere tutti i ruoli nello stesso momento e nello stesso luogo
  • Prima c’erano diverse scelte, ora non si può evadere e prendere distanze da molteplici ambienti di vita

Lo Smart working ha avuto un impatto più negativo per le persone più estroverse. Perché? Per la perdita di socialità, di esposizione e organizzazione, che al contrario, le persone più introverse hanno vissuto in modo più positivo sentendosi più protette.

Quali gli aspetti positivi da salvaguardare?

  • Più tempo da dedicare alle relazioni: al compagno, ai figli
  • Più tempo per coltivare le proprie passioni
  • Mangiare più sano, avere più cura di sè stessi a livello nutrizionale
  • Mantenersi in forma, curare il proprio corpo

Ci sono tante caratteristiche psicologiche che favoriscono la modalità di lavoro in smart working quali la motivazione interna, il senso di responsabilità, l’autodisciplina, la poca tendenza a procrastinare, la capacità di resilienza, andare avanti nonostante difficoltà.

Ecco i consigli per gestire lo smart working forzato

  • ASCOLTARSI, capire le proprie ansie, paure, obiettivi, PRORITA’
  • Mantenere una routine e orari abituali
  • Ritagliarsi un ambiente consono con l’attività lavorativa, un piccolo angolo che sia l’ufficio e nient’altro
  • Pianificazione delle attività (e provare a seguirla)
  • Prevedere delle pause, uno “spazio cuscinetto” tra una riunione e l’altra
  • Mettere dei limiti su orari, richieste, saper dire di no
  • Potenziare i rapporti con persone, quello che da ossigeno

Last but not least: frequentare la community e farsi avvolgere dall’energia del secretarypower .

E se hai bisogno di supporto, la community c’è https://secretary.it/consulenze-personali/consulenza-legale/