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Professione Assistenti di direzione

Smart working

Smart Working e nuove sfide organizzative: facciamo il punto!

Chi avrebbe mai pensato che in Italia ci sarebbe stata questa improvvisa diffusione del lavoro da casa. Ebbene sì, assieme al Corona Virus è arrivato anche lo Smart Working.
Tutti ne parlano, ma cos’è effettivamente? Giulia Gazzetta, Umana SpA, interviene sul nostro blog per fare chiarezza!

Il lavoro agile è approdato in Italia nel 2017 con la legge n.81 del 22 maggio “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato” e dà la possibilità ai dipendenti di lavorare da remoto (definendo preliminarmente il luogo con l’azienda) strutturando il lavoro sulla base di fasi, cicli ed obiettivi definiti sulla base di accordi tra lavoratori e titolari.
Lo smart working – che essenzialmente viene utilizzato come sinonimo del lavoro agile – presuppone però un qualcosa in più. Infatti, lo smart working prevede anche un cambiamento nell’approccio organizzativo al lavoro e può essere identificato non come un fine, ma come un mezzo da utilizzare per raggiungere gli obiettivi specifici dell’azienda.

Alla base dello smart working c’è:

  • Fiducia: il controllo lascia spazio al rapporto di fiducia tra dipendete e datore di lavoro;
  • Organizzazione: non c’è più un lavoro ad ore, ma per obiettivi, il che rende indispensabile un’organizzazione del lavoro sia da parte del datore di lavoro che del dipendente;
  • Tecnologia: pc portatili, cellulari, connessioni internet e spazi cloud sono gli strumenti necessari e indispensabili per svolgere al meglio il lavoro.

I benefici del lavoro agile o smart working sono innumerevoli per tutte le parti coinvolte: dipendente, datore di lavoro e perfino la comunità.

Basta poco per comprendere come il maggior bilanciamento di vita/attività lavorativa del dipendente migliori anche la sua produttività e di conseguenza aumenti la soddisfazione da parte del management. L’azienda avrà anche meno spese: basti pensare, ad esempio, alla minor erogazione di buoni pasto ed al conseguente risparmio.

L’ambiente ne beneficia: meno lavoratori in auto per raggiungere gli uffici, minor traffico e di conseguenza meno inquinamento. Per non pensare al minor utilizzo di stampe e carta grazie ad un maggior utilizzo di tecnologie!

L’Assistente ha tutte le caratteristiche per lavorare in smart working: con un cellulare, un pc ed una connessione internet possiamo gestire qualsiasi cosa! Inoltre, la fiducia dal nostro capo dovrebbe essere cieca.

Possiamo però far qualcosa in più: far presente al nostro capo quali sono quei processi che a nostro parere possiamo rendere più efficaci ed efficienti, perché ahimè, alla base dello smart working c’è un’organizzazione efficace e per noi che abbiamo contatto con tutta l’azienda, sarà ancora più semplice vedere eventuali ambiti di miglioramento!

Se l’argomento smart working vi interessa particolarmente, vi consiglio la lettura del libro Smart working: mai più senza. Guida pratica per vincere la sfida di un nuovo modo di lavorare, di Arianna Visentini e Stefania Cazzarolli e, perché no, di dare un’occhiata anche all’articolo di Secretary dedicato allo smart working di un paio d’anni fa…

E allora, Assistenti di tutta Italia, come pensate di mettere in relazione il vostro percorso di smart working agli intenti disegnati ed identificati dalla vostra azienda? Scrivetecelo nei commenti!