Secretary.it la community dedicata alle assistenti di direzione

Professione Assistenti di direzione

Segretarie e scarpe: la storia di Evita

Evita Paleari ci presenta il suo libro “Per fare la segretaria devi avere le scarpe adatte”. Assistenti o segretarie? Lavoro per uomini o per donne? Ne parliamo nell’intervista.

“Per fare la segretaria devi avere le scarpe adatte”.
Questo il titolo del libro di Evita Paleari, assistente di direzione della community, in cui racconta storie, aneddoti ed episodi della sua carriera.

Noi non potevamo certo perdere l’occasione di intervistarla! E allora sentiamo subito che cosa ha da dire.

Com’è nata l’idea di scrivere questo libro?

È nata cammin facendo; avevo deciso di scrivere una sorta di diario da lasciare ai miei figli in modo che sapessero cosa fa la mamma quando non è con loro, quando arriva tardi alla premiazione della gara di tennis, quando si dimentica della riunione scolastica, quando non gioca alla play station con loro perché “ha da fare”… E poi da diario, quasi a sorpresa, ne è uscito un libro divertente e dissacrante, sul mondo delle segretarie: dentro c’è la mia storia, che è uguale a quella di tutte le altre segretarie che crescono e diventano mogli e madri e debbono conciliare famiglia/lavoro e starci nei tempi, che non bastano mai!

Segretarie si nasce o si diventa?

Indubbiamente si diventa, ho fatto molti corsi per divenire “Assistente di Direzione”, tutti interessantissimi e molto utili. Uno su tutti, sicuramente quello con “l’omino”, un famoso Manager che aveva passato del tempo a spiare le sue assistenti e si era reso conto delle difficoltà che affrontavano ogni giorno e così mi insegnò a “sorridere dentro”. Lo presi per pazzo, lo ammetto, ma con il passare del tempo compresi che aveva ragione, quel “sorridere dentro” mi ha cambiato il modo di affrontare il lavoro e anche un poco la vita. Tutti noi abbiamo dei superpoteri, magari la gente normale li chiama talenti, a me piace chiamarli così. Quando ero giovane credevo che il mio superpotere fosse la danza, non c’era niente di impossibile quando ballavo, tutto diventava realizzabile, come nei sogni. Oggi sono convinta che sia il sorriso il mio superpotere! Però sono anche convinta che segretarie si nasca.

Infatti nel tuo libro parli di generosità, altruismo, calma: quanto contano in questo lavoro?

Contano eccome, tantissimo. Se non hai un poco di spirito da crocerossina, non resisti. Come già si sa, i Direttori mettono nelle nostre mani la loro intera vita: moglie, figli, cani e gatti fino alla terza generazione. Così finisci per occuparti, oltre che del lavoro pratico di segreteria, anche di vacanze, feste di compleanno, tintoria, cambio gomme dell’auto e chi più ne ha, più ne metta. I Direttori a volte sono bizzarri nelle loro richieste e proprio per questo motivo, se non possiedi un minimo di predisposizione per il volontariato, mica ce la fai a resistere; se non possiedi un animo nobile, che ti aiuta a sopportare gli sbalzi di umore (suoi), gli sbalzi di calore (tuoi), gli sbalzi di sudore con relativo cattivo odore (suoi) e gli sbalzi di pressione con relativo svenimento (tuoi), non ce la fai!

Perché preferisci, nel terzo millennio, il termine “segretaria” a quello di “assistente”?

Perché è più autentico. Ho cominciato a lavorare scrivendo su una Olivetti ET 312, oggi uso I-Pad e Smartphone, in mezzo ci è passata tanta di quella storia… È arrivato Internet, la fibra e il digitale terrestre. Molti cambiamenti. Anche nelle mansioni. Una volta gli operatori ecologici si chiamavano spazzini, le collaboratrici domestiche erano le signore delle pulizie, i collaboratori scolastici erano i bidelli, ma non è che il lavoro in sostanza sia cambiato, ognuno svolge sempre la stessa mansione. Sono un’inguaribile romantica e quindi mi piace dire “segretaria” anche se “assistiamo” eccome!!!

Avendo 2 figli maschi affermi che sono “salvi dal divenire segretarie”. Ritieni, alla luce della tua esperienza e con un occhio al futuro, che sia ancora un lavoro più adatto alle donne?

I miei figli hanno preso strade differenti dalle nostre professioni, sia mia che di mio marito: uno sarà Architetto e l’altro, con buona probabilità un Ingegnere meccanico, però sì, è vero, essendo maschi credo siano salvi dal divenire “segretarie”. Sono convinta che le donne in questo campo abbiano una marcia in più, proprio per la loro generosa disponibilità, per la predisposizione all’ascolto e per la “resilienza” dote fondamentale per una segretaria e dono innato nel genere femminile.

Nel tuo libro racconti che hai avuto molti contatti con le colleghe in azienda. Ti sei confrontata anche con altre realtà, facendo networking all’esterno?

Fortunatamente (va detto in questi tempi) lavoro da 33 anni in un’Azienda abbastanza grande e con molte sfaccettature. I molteplici incarichi a me affidati in tutti questi anni, sono stati svariati e in svariati ambiti/settori. Ho toccato realtà ben differenti restando sempre nella stessa Azienda e ricoprendo sempre la stessa mansione. Tuttavia, spesso mi sono trovata alla ricerca di una nuova figura che mi aiutasse, una nuova segretaria e spesso ho usato questo sistema (networking): lo trovo efficace, e anche non dispendioso, almeno come prima scrematura, poi serve incontrare le persone e parlare con loro; non ce n’è, l’impatto visivo e comunicativo è ancora quello che detta la decisione finale.

Abbiamo letto che secondo te “le segreterie perfette sono proprio le segreterie imperfette” e non quelle che partecipano al Secretary Day. Non ritieni che giornate di questo tipo siano utili per il tuo lavoro?

Intendo dire che le segretarie perfette non sono quelle che per un giorno incontriamo al Secretary Day, ma sono quelle che possiamo trovare tutti i giorni dietro ad una scrivania, con i loro affanni, pensieri, dubbi; sono quelle che non trovano il tempo per andare dal parrucchiere, che non riescono ad essere cool perché magari non hanno uno stipendio da favola, sono quelle che andrebbero celebrate ogni giorno, nella loro quotidianità, per il loro impegno costate, per la loro generosità d’animo, per la loro incessante disponibilità. Credo molto nella condivisione, altrimenti non avrei scritto un libro con la mia storia dentro, quindi ben venga il Secretary Day, ma non dimentichiamoci dell’importanza e del valore delle segretarie nei restanti giorni dell’anno.

Condividete il suo punto di vista? Presto sarà pubblicata anche la seconda parte dell’intervista: parleremo di digital brand reputation, di capi e…di scarpe!

Segretarie e scarpe: la storia di Evita in un libro

Evita Paleari, assistente di direzione

Nasce a Milano, dove tutt’ora vive e lavora da oltre da 30 anni. È Assistente di Direzione, ma preferisce definirsi “segretaria”, anche se ha assistito eccome! È sposata da venticinque anni con lo stesso uomo che l’ha insignita della carica di Amministratore Delegato della famiglia. È madre di due figli, per fortuna maschi, e per questo salvi dal divenire “segretarie”. Sorridere è il suo “superpotere”.

 

Leave a Reply