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Multiculturalità e digitalizzazione: il mondo a St. Moritz

In questa serie di post dedicata ai due temi del Secretary Day, multiculturalità e digitalizzazione, dopo aver parlato di e della variegata realtà di un aeroporto, non poteva mancare un hotel!

Altro luogo dove vediamo passare volti dai lineamenti e dai colori differenti, per soggiorni più o meno lunghi; altra realtà in cui conoscere le differenti usanze è fondamentale per non creare malintesi e far sentire tutti a proprio agio. Se siete curiosi di sapere che cosa si può offrire a un ospite del Medio Oriente o cosa potrebbe aspettarsi per colazione un cinese, ecco qui qualche suggerimento.

Guten Morgen, buongiorno, bom dia, good morning. Chi lavora al Badrutt’s Palace Hotel di St. Moritz comincia la giornata salutandosi in tanti modi diversi. Non tutti sanno che questo hotel, un’istituzione da quasi 120 anni e uno degli alberghi più famosi del mondo, impiega persone che vengono da ogni parte del globo. Così, camminando per gli eleganti corridoi di quello che è un autentico palazzo, negli uffici e nelle immense cucine, può capitare di incontrare Marco dall’Italia, Alexander, inglese, Susana dal Portogallo, e Ioannis dalla Grecia.

Le nazionalità dei tanti dipendenti dell’hotel sono ben 21 e comprendono anche Paesi lontani come l’Australia, il Giappone e l’Uzbekistan. Naturalmente molti sono gli europei e davvero numerosi gli italiani: da soli rappresentano circa il 55% di tutto lo staff, presenti in particolare nel servizio e nella gastronomia. Ma, lungi dall’essere un ostacolo, la multiculturalità qui è vissuta come fattore di arricchimento: il personale sposa la filosofia di ospitalità e accoglienza del Badrutt’s Palace Hotel, base comune condivisa da tutti. E le diverse provenienze e tradizioni di ognuno diventano elemento di completamento del team di lavoro. Un lavoro che è, di per se stesso, davvero internazionale.

Gli ospiti del Badrutt’s Palace Hotel provengono da ogni parte del mondo ed è importante conoscere, accogliere e rispettare le loro abitudini. E, per fare ciò, l’hotel organizza per i dipendenti corsi di coaching, per imparare come comportarsi quando arrivano ospiti, ad esempio, dalla Cina o dalla Russia. Ogni anno si celebra anche il Natale russo, che segue il calendario della Chiesa ortodossa. Per gli ospiti provenienti dal Medio Oriente vengono offerti cibi Halal e tappeti per la preghiera e, dove possibile, un servizio “ladies only”, mentre i cinesi trovano per la prima colazione il caratteristico Konji. E, rimanendo geograficamente più vicini, al Badrutt’s Palace si riservano particolari attenzioni speciali agli ospiti italiani in occasione del Ferragosto e della festività di Sant’Ambrogio. Perché una vacanza perfetta comincia là dove ci si sente veramente a casa.

E voi, siete mai stati in un hotel estero o italiano in cui vi hanno fatto sentire come a casa? Oppure avete avuto pessime esperienze?