Secretary.it la community dedicata alle assistenti di direzione

Professione Assistenti di direzione

Faccia a faccia con l'HR di Cofidis Italia

Faccia a faccia con l’HR: come migliorare un ambiente di lavoro?

Formazione, smart working e progetti di solidarietà: possono essere tante le azioni per migliorare un ambiente di lavoro. Ecco il caso Cofidis!

Dopo aver chiacchierato con Patrizia, assistente della community, sull’importanza della formazione per il suo ruolo professionale, intervistiamo oggi l’HR Director di Cofidis Italia, Sonia Villa. Una fonte d’ispirazione!

Quali progetti ha messo in campo per migliorare l’ambiente di lavoro in Cofidis nell’arco di questi 20 anni?

Cofidis, presente in Italia da oltre 20 anni, ha sempre avuto un posizionamento a latere del mercato: il brand non aveva visibilità, i competitors non ci consideravano un “rischio” e la nostra attractive in fase di recruting era pressoché nulla. Nel corso degli anni i cambiamenti messi in atto in termini di strategia e business model ci hanno permesso di agire con programmi e attenzione verso i collaboratori in maniera più strutturata.

Il primo passo verso la costruzione di un migliore ambiente di lavoro è stato quello di formalizzare una direzione risorse umane con servizi e perimenti di responsabilità chiari finalizzati alla diffusione della cultura del Groupe Cofidis Partecipation e dei nostri valori quali: responsabilità, agilità, semplicità, innovazione e considerazione.
Successivamente abbiamo avviato diverse azioni volte all’attenzione del collaboratore in termini di bisogno nel quotidiano ed in linea con la filosofia utilizzata per arredare e gestire gli spazi della nostra sede: sale break confortevoli e attrezzate, ampie sale formazione e bagni con docce per i collaboratori che nella pausa pranzo praticano attività sportive sia all’esterno dell’azienda che all’interno (abbiamo appena terminato un corso di latino americano ed avviato un corso di fitness).

Aderiamo anche a Workplace Health Promotion, il progetto in collaborazione con la Regione Lombardia che riguarda sei aree tematiche: alimentazione, attività fisica, conciliazione vita-lavoro, sicurezza stradale, contrasto alle dipendenze e lotta contro il tabagismo.

Abbiamo attivato una politica di comunicazione i cui principi guida sono chiarezza e trasparenza. Ciò avviene attraverso un portale che può essere alimentato in autonomia in cui è possibile condividere con i colleghi temi sia di business che più “ludici” o di cultura generale.

I programmi formativi sono indirizzati a tutti i collaborati con l’obiettivo di creare “un linguaggio comune” ed una cultura aziendale orientata all’ascolto, alla condivisione, alla fiducia e responsabilità. Non mancano poi le formazioni specialistiche finalizzate ad aumentare le competenze sul ruolo.

Nelle aziende c’è una tendenza a concedere maggiore libertà e flessibilità degli orari di lavoro: anche Cofidis promuove lo smart working? Se sì, in che modo?

Di recente Cofidis ha deciso di avviare un test di lavoro in smart working; riteniamo infatti che sia un nuovo modello di organizzazione del lavoro fondato sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati – concetto al centro di questo cambiamento.

Per ovvie ragioni si rimette a ciascun collaboratore, soprattutto se con un ruolo operativo, il rispetto della copertura dell’ufficio in ottica di continuare a garantire ai nostri Clienti e Partner l’eccellenza relazionale e del servizio che contraddistingue Cofidis.

Parliamo di solidarietà. Quali attività ha promosso all’interno di Cofidis?

Le iniziative in ambito solidale sono un’ulteriore concretizzazione di un percorso di responsabilità sociale d’impresa, ormai parte integrante del Dna della nostra azienda. I progetti, gestiti sempre in maniera trasversale, hanno prodotto effetti positivi sia sull’immagine dell’azienda e le relazioni con i dipendenti, sia sulla qualità dell’ambiente esterno e dell’ambito sociale di riferimento, nonché sui rapporti con clienti, fornitori e partner.

Abbiamo avviato un progetto legato al quartiere dove ha sede la nostra azienda: quartiere della “vecchia Milano” popolato da persone della terza età o comunque famiglie in difficoltà. In collaborazione con la parrocchia alimentiamo “l’armadio solidale” con beni di uso quotidiano personale non più utilizzati.

A livello nazionale aiutiamo le popolazioni colpite dal sisma del Centro Italia del 2016 in particolare la città di Camerino che ha permesso ai nostri collaboratori di toccare con mano realtà lontane dal nostro essere. Il progetto si è concretizzato con diverse iniziative.

Parliamo del ruolo di assistente. Quali sono, secondo lei, le competenze fondamentali per questo lavoro? E quali lo saranno in futuro?

Oggi un buon assistente di direzione deve essere multi-tasking, in grado di “tener testa al capo” e deve sapere lavorare anche sotto pressione.
L’aspetto più particolare di questo lavoro è che un assistente non sa mai cosa aspettarsi: ogni giorno si confronta con nuovi compiti e nuove mansioni che richiedono competenze non indifferenti.

Il ruolo dell’assistente di direzione ha assunto una grande importanza per via dei cambiamenti che stanno avvenendo oggi nelle aziende: sempre più multinazionali, ampie e ramificate, di conseguenza anche le attività e le competenze richieste diventano sempre più vaste. Ciò rende necessario che l’assistente sia sempre aggiornato, con grandi doti organizzative e in grado di destreggiarsi nel vasto e variegato mare aziendale.

Come e perché sostiene la formazione e favorisce la crescita professionale di Patrizia?

La formazione, se effettuata in modo adeguato, consente all’azienda di rimanere competitiva in un contesto storico in cui l’evoluzione è decisamente rapida e la concorrenza elevata. Una maggiore flessibilità professionale si può ottenere solo attraverso lo sviluppo e il potenziamento delle risorse umane interne; la capacità di adeguarsi a cambiamenti tecnologici, culturali, sociali è un fattore caratteristico e determinante. Ecco perché la formazione è necessaria ed indispensabile al fine di motivare i propri assistenti a crescere, ad acquisire maggiori competenze e a svolgere nel miglior modo possibile i propri compiti, tenendo ben presente gli obiettivi da raggiungere. Non da sottovalutare quanto la formazione generi un sentimento di soddisfazione e aumenti la volontà, non solo di migliorarsi, ma anche di mettersi in gioco.

La mia apertura alla formazione di Patrizia è ad ampio spettro ma è necessario che sia anche lei stessa ad evidenziare gli aspetti più deboli sui quali lavorare; spesso ci siamo confrontate sui bisogni ed insieme abbiamo identificato percorsi utili alla sua crescita in linea con le attese dell’azienda rispetto al suo ruolo.

Quali sono le prospettive tra 10 anni per il ruolo di assistente di direzione?

Penso che il ruolo dell’assistente di direzione sia destinato ad una trasformazione e un adeguamento al digitale (quindi in termini di mezzi e strumenti) ma rimarrà comunque un punto fermo per quelle aziende che puntano sull’eccellenza relazionale e sull’importanza del capitale umano.

Sonia Villa, HR Director di Cofidis Italia
Sonia Villa
HR Director di Cofidis Italia

 

 

 

Leave a Reply