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Inglese per il business: consigli da e per assistenti

Inglese per il business: consigli da e per assistenti

Le assistenti di Aviva condividono alcuni espedienti pratici per comunicare in inglese con successo. Da mettere subito in pratica!

Siamo due assistenti di Direzione e lavoriamo in Aviva, un Gruppo assicurativo internazionale con sede principale a Londra, dove la lingua per le comunicazioni ufficiali è l’inglese.
Abbiamo la fortuna di amare molto questa lingua e di averla studiata piuttosto bene a scuola (Roberta laurea in lingue straniere, Angela diploma di liceo linguistico).

Roberta: sono l’assistente dell’Amministratore Delegato da diversi anni e ne ho seguiti ben 4 da quando sono entrata in Aviva nel 2008, tra cui un italiano, un francese, un inglese ed ora uno spagnolo. E credetemi, non è una barzelletta…
Oltre alla gestione della comunicazione con il Management locale, ho quotidianamente contatti con gli Executive del Gruppo a Londra e con le loro assistenti.

Angela: nel mio attuale ruolo a diretto riporto dell’Amministratore Delegato, partecipo settimanalmente alle riunioni del top Management come Segretaria dei Comitati, e ho occasione di interfacciarmi con l’Amministratore Delegato (Spagnolo), con il Management team (tra cui alcuni stranieri).

Oggi vogliamo condividere con voi alcuni espedienti pratici che utilizziamo per gestire quotidianamente le comunicazioni in lingua inglese sperando possano essere d’aiuto anche a voi.

  • Non temere di sbagliare: anche se il nostro inglese non è perfetto, l’importante è farsi capire. Nel nostro caso poi, se non parliamo in inglese, non possiamo interagire con le persone con cui lavoriamo, per cui il rischio ed il coraggio sono diventati parte integrante della nostra quotidianità (ci “buttiamo”) e vi possiamo assicurare che più pratichiamo la lingua e più acquisiamo sicurezza nel parlarla.
  • Pensare in inglese: o meglio, non pensare in Italiano a quello che vogliamo dire in inglese.
    Angela: Seguo il mio istinto e in questo modo mi viene automatico utilizzare una costruzione della frase più anglosassone che non italiana. Ho iniziato a pensare in inglese anche al di fuori del lavoro, o a parlare tra me e me in inglese, potrà sembrare una cosa da pazzi, però funziona e aiuta a familiarizzare con la lingua.
    Roberta: si entra in simbiosi con le persone che assisti, ascolti, osservi, segui i loro pensieri e ragionamenti, crei una simbiosi che ti porta ad incorporare progressivamente le pronunce, i modi di dire, le interpretazioni più corrette per ogni parola detta.
  • Prepararsi: è più facile seguire una discussione in inglese se si conoscono gli argomenti.
    Angela: prima di partecipare ad una riunione in inglese, cerco di prepararmi. Leggo i documenti che verranno presentati. Questo mi facilita anche nel prendere appunti in inglese per poi redigere il verbale.
    Roberta: organizzare una riunione risulta più semplice se si conoscono le tematiche, cerco sempre di chiedere un brevissimo briefing in inglese col mio responsabile prima di coordinarmi. Schemi o una lista di punti chiave direttamente in lingua velocizzano ogni processo.
  • Semplicità: sia nelle comunicazioni verbali che in quelle scritte “less is more”.
    Angela: Spesso una volta terminato di redigere il verbale di una riunione, lo rileggo e mi rendo conto che eliminando alcuni vocaboli, semplificando le frasi e utilizzando i bullet point lo rendo più efficace e il linguaggio è più scorrevole.
    Roberta: nelle comunicazioni sia al management interno sia verso quello del Gruppo, la chiarezza e la sintesi mi permettono di avere poi risposte altrettanto esaustive. Fortunatamente la lingua inglese è già di per sé lingua logica, cerco sempre di redigere comunicazioni impostate ad elenco, evidenziando i vari oggetti e le priorità. Poche parole, chiare e dirette.
  • Dizionario online: è utile tenere un dizionario online sempre aperto sul PC. Vi suggeriamo di scegliere quello che vi piace di più e di utilizzare tutte le sue potenzialità.
    Angela: Io utilizzo WordReference.com. Ma ne esistono diversi. A me serve, ad esempio, per trovare sinonimi ed arricchire il linguaggio, evitando di ripetere sempre gli stessi vocaboli. A volte lo utilizzo anche semplicemente per verificare se il vocabolo che è affiorato istintivamente alla mia mente sia effettivamente quello adatto (e spesso lo è…fidatevi del vostro istinto!).
    Roberta: anch’io utilizzo vocabolari online come strumento di verifica, da questi e dal confronto con altri colleghi stranieri, rafforzo le mie conoscenze.
  • Approfittare del collega/capo inglese: cercate occasioni per praticare la lingua il più possibile, soprattutto con persone madrelingua. Anche leggere in inglese aiuta molto.
    Angela: nel mio precedente ruolo, ho avuto la fortuna di avere un Responsabile scozzese, e per di più, figlio di un’insegnante! Gli avevo chiesto di correggermi quando parlavo in inglese e lui, fortunatamente, si divertiva a farlo.
    Roberta: praticare quotidianamente la lingua è indispensabile, avere la fortuna di farlo con persone di madrelingua inglese è ottimale, riuscire ad assorbire tutte le sfumature, le inflessioni è altamente costruttivo. Io ho avuto la fortuna di lavorare per anni con stranieri che seppur non sempre di madrelingua inglese, mi hanno permesso di allenarmi costantemente.
  • Il quadernetto magico: un quadernetto sul quale annotare frasi e termini in inglese e, se serve, la loro traduzione in italiano. Si tratta di quelle frasi che pensate possano tornarvi utili, o i termini nuovi.
    Angela: io prendo anche nota degli errori che faccio più frequentemente. Lo tengo nel primo cassetto delle mia scrivania e lo consulto quando serve…
    Roberta: spesso prendo direttamente appunti inerenti nuovi vocaboli o modi di dire in sede di colloquio col mio responsabile o dalla corrispondenza dei miei interlocutori esteri e li annoto, sapientemente, in un file-tesoretto.

Questi sono alcuni strumenti del mestiere per noi efficaci fino ad oggi, e ci auguriamo che siano uno spunto anche per chi tra di voi si troverà ad utilizzare quella che ancora oggi è la prima lingua a livello internazionale.

E voi, come ve la cavate con l’inglese? Quali sono i vostri trucchi per l’apprendimento?

Roberta&Angela, assistenti Aviva
Roberta & Angela
, assistenti in Aviva

 

 

 

1 Response

  1. Dedi Bellotti

    Ho incominciato per curiosità a seguire gli aperitivi in lingua organizzati dalla scuola Pret à parler e gli appuntamenti del martedì alla Feltrinelli sono diventati per me una tappa fissa. E’ un modo divertente per praticare la lingua: si chiacchera tra amici, alla presenza di un insegnante madrelingua, con il drink in mano e non ci si annoia. Ve li consiglio vivamente!
    Dedi

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