Secretary.it la community dedicata alle assistenti di direzione

Professione Assistenti di direzione

impresa

Il valore dell’impresa e delle proprie Personal Assistant: intervista ad Alessandra Pilia

Abbiamo intervistato Alessandra Pilia, assistente del Presidente e Responsabile comunicazione c/o dell’Associazione Piccole e Medie Imprese (PMI), che ci ha raccontato la sua personale esperienza lavorativa in questo periodo difficile e come poter ripartire al meglio, valorizzando sempre l’impresa e le sue PA. Leggi di più..

 

Come ha iniziato la sua carriera lavorativa nel mondo delle “Personal Assistant”?

A: Lavoravo nell’organizzazione di eventi, uno dei quali per un ente presieduto dal mio capo. Un giorno mi ha convocato e chiesto “vuoi diventare la mia assistente? Hai delle ottime capacità organizzative e “fiuto” nella gestione delle persone in situazioni difficili”. Dico: SI! e chiedo “Presidente, ha delle indicazioni da darmi?”, la risposta è stata: “Sì; a me interessa il risultato. Come lo fai sta a te. Se ci sono problemi, fammi sapere. Altrimenti prosegui”. E così a 27 anni inizia la mia “avventura”.

 

Durante il Lockdown, il suo ruolo lavorativo ha avuto stravolgimenti? Se sì, quali e come li ha gestiti?

A: Sono sempre stata una lavoratrice agile. Una “PA” non ha un luogo fisico o finisce, chiudendo il pc, perché lavora con persone. E non le puoi “spegnere”. Dunque siamo abituate a lavorare ovunque e in diverse condizioni. Durante il lockdown ho modificato il mio approccio alla gestione delle relazioni, in particolare passando dall’incontro fisico – che avvicina – a quello virtuale – che distanzia. L’aspetto più complesso in queste occasioni è scardinare l’abitudine. E’ fondamentale non avere paura di cambiare, ma anche io ho dovuto razionalizzare la situazione che ci circondava, ha impattato su tutti con forza. Di fatto, essendo vicine al vertice, sperimentiamo sempre per prime le innovazioni dell’impresa – spesso le proponiamo – e siamo coinvolte nella diffusione delle nuove opportunità ai colleghi, così è stato anche in lockdown.

 

Ritiene che questo periodo, piuttosto che un disagio, possa essere un motivo di miglioramento per una PA? Se sì, quali nuove skills ha dovuto ad esempio apprendere in questi mesi?

A: Si, perchè ci siamo trovate a gestire situazioni in momenti di forte stress e quindi a cambiare approccio e affinare la capacità relazionale senza essere troppo direttive. Il lockdown ha influito sulla capacità di lavoro di molti, per portare a casa il risultato era imprescindibile capire come aiutarli a gestire il compito assegnato e, se necessario, supportali fino al traguardo. Non solo, abbiamo anche sostituito colleghi e ricoperto ruoli diversi, se un’attività non è fatta o finita la dobbiamo fare noi “PA”. Lo sappiamo bene, sul tavolo del capo arriva il lavoro finito entro la scadenza. Oltre alle caratteristiche tipiche delle “PA”, tra cui a mio avviso spiccano flessibilità, resilienza e trasparenza, abbiamo dovuto affinare l’empatia, l’uso della voce e la capacità di ascolto. E’ venuto meno il contatto e per capire il nostro interlocutore, e quindi l’andamento di una trattativa, non potevamo usare il linguaggio del corpo.

 

Lei lavora per l’Associazione Piccole Medie Imprese… ed è sempre molto attiva nel dar voce alle PMI..

A: Respirare ogni giorno “il fare impresa” ti fa capire cosa porta avanti il Paese. Una PMI è una famiglia, con le sue regole e la sua gerarchia, ma è palpabile la tenacia che porta gli imprenditori a costruire il loro domani e quello dei loro lavoratori. Con un grande senso di responsabilità nei confronti delle famiglie che dipendono dalle loro capacità. Ricordiamoci che i posti di lavoro sono creati dall’impresa. Abbiamo coniato lo slogan “#A.P.I.nonsiferma per dare voce alle PMI” proprio per rendere merito a tutti loro e far sentire le loro esigenze.

 

Secondo lei, in base anche alla sua diretta esperienza, in che modo possono le imprese risollevare il proprio business? Consigli e pronostici sul futuro?

A: E’ fondamentale investire sull’ impresa e avere fiducia nelle capacità degli imprenditori. In questi mesi ho organizzato diversi webinar sulle soft skill e il disruption approach, la marcia in più degli imprenditori è saper gestire la leadership, infatti, sono i primi innovation manager dell’impresa, ma possono farlo adeguatamente solo se accettano di aprirsi al nuovo. La prossima sfida delle PMI sarà inserire giovani talenti, che con la loro forza disruptiva velocizzeranno il processo di cambiamento.

 

 

ALESSANDRA_PILIA

Alessandra Pilia. Assistente del Presidente – Responsabile Comunicazione c/o A.P.I.- Associazione Piccole e Medie Industrie. Sarda, milanese di adozione (…più per amore del lavoro che del clima), laureata in Strategie Gestione e Comunicazione dei Beni e gli Eventi Culturali alla IULM di Milano. Nella mia vita la formazione continua è fondamentale, per questo, qualche anno fa, ho conseguito anche il titolo di dottore in Diritto internazionale con indirizzo in esperto della Pubblica Amministrazione alla LUM di Casamassima (BA). Opero da oltre 12 anni in ambienti dinamici, di natura politico istituzionale uniti al rapporto costante con il mondo imprenditoriale, ricoprendo nel tempo posizioni diverse e sempre di maggior rilievo e responsabilità. All’esterno del mondo associativo ho anche tenuto, per alcuni anni accademici, un corso integrativo di comunicazione presso la IULM. Lavorare a stretto contatto con gli imprenditori ogni giorno mi ha formata; “Imprenditrice di me stessa” racchiude la mia voglia di fare e la consapevolezza dell’importanza di creare valore per l’Azienda in cui lavoro.