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Professione Assistenti di direzione

Un fine settimana di gentilezza e gratitudine

Ieri 13 novembre era la Giornata mondiale della gentilezza.

Un ennesima “ricorrenza” tra le tante direte voi?

Il mio primo atto di gentilezza è stato di svegliarmi e sorridere. Certo facile era sabato!Non so voi, ma la mia pigrizia ultimamente mi porta a essere un orso. Sto bene sola, ma mi manca anche la “socialitudine”.

Ma ero felice anche perché avevo invitato a cena amici cari che non vedevo da tempo. Gentilezza allora sia, abbellire la casa, comprare un bel bouquet di fiori, apparecchiare la tavola a festa, cucinare con gioia e soprattutto pensare al privilegio di avere quanti amici veri conosco. Pensare a quanto sono persone davvero gentili, delicate, autentiche. Persone a cui penso e che automaticamente  associo a un profumo di buono e gradito: il profumo del caffè appena sveglia, del prato bagnato, di una torta di mele, del bucato appena steso.

Questa è gentilezza. Quel sentimento di ascolto, di sguardi, di parole dosate e non dette, di unione profonda che la vita frenetica spesso ci fa dimenticare.

E penso proprio che mai come in questo periodo storico di grandissimo cambiamento tutti noi avvertiamo forte la necessità di sentirci uniti nel segno del rispetto e dell’equità. In realtà questa pandemia sembra proprio aver cancellato questo stato d’animo: cattiveria, frustrazione se prima erano presenti ora lo sono ancora di più accentuate da rabbia, paura, egocentrismo.

Il mio animo sensibile, l’educazione alle buone maniere, il ricordo di tante persone gentili che hanno segnato la mia infanzia e la mia vita, il volontariato, insieme al mio spirito empatico,sono sempre stati parte integrante del mio modo di pensare, ancor prima di agire.

Empatia e altruismo spesso sono considerati atteggiamenti da persone deboli, ma oggi tutti abbiamo capito che vogliamo qualcosa di più dalla vita, dal lavoro, dal successo (la “great resignation” ci da un fortissimo messaggio ma di questo parleremo meglio in seguito)

E allora perché praticare gentilezza? Perché coinvolge corpo e mente, perché genera emozioni e ormoni che hanno un influenza profonda sul nostro stato di salute, sul successo personale e in fondo anche sulla nostra sfera lavorativa. Ne abbiamo parlato tanto nel 2021.

Sono molte le aree di sovrapposizione cruciali fra la persona e il ruolo di assistente di direzione, e mai come oggi i valori personali e quelli aziendali possano incontrarsi e abilitare quel patto di responsabilità reciproca fra persona e azienda.

Questo pomeriggio mi sono commossa tantissimo quando ho visto l’ultima gara di moto GP di Valentino Rossi a Valencia. 70.000 tifosi per salutare una della più grandi leggende dello sport. Le lacrime, i messaggi, la festa. Uno di noi. E io ero li a dire #grazieVale

E finita la festa pensavo tra me e me che oggi è stato un fine settimana pieno di gentilezza.

Pensavo a quanta gentilezza in questo 2021 ho dato e ricevuto?

Tantissima… Nel mio lavoro, con le tante care amiche/i della community, con la mia preziosa famiglia e tutti i miei cari.

So di aver dato molto, senza risparmiare fatica, ma forse di gentilezza ne ho ricevuta soprattutto moltissima in questo ultimo periodo e di questo sono grata. Comunque prosegua il 2022 la mia gentilezza verso me stessa prosegue, anche attraverso la pratica dello yoga.(che praticavo comunque già da anni)

Ho imparato a mettere ME al primo posto, in ascolto del mio respiro. Ho compreso quanto sia potente unire mente e cuore, a vivere qui ed ora e cercare di lasciare i pensieri andare, come nuvole che corrono nel cielo.

Ma soprattutto a sorridere, a gioire delle cose semplici e autentiche, così come oggi ho gioito con quel sorriso e bacio di Valentino Rossi dato a tutti i suoi fans.

La gentilezza è una skill preziosa. Ne abbiamo già parlato 18 mesi fa qui 

Be kind e ricordati sempre di dire grazie!