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Il digitale come patto generazionale

Il digitale come patto generazionale

Come creare armonia tra figure Senior e Junior in azienda? La trasformazione digitale ha trasformato il mondo del lavoro ed occorre un patto generazionale.

La rete, i dispositivi mobili e i social media hanno cambiato per sempre il nostro linguaggio e il nostro modo di relazionarci, il mondo della comunicazione e dell’informazione. È la rivoluzione digitale che, dopo aver radicalmente modificato queste industrie e diversi ambiti della nostra vita, sta trasformando i mercati, il modo di fare business e il volto stesso delle aziende.

Gli ambienti di lavoro sono microcosmi incardinati su dinamiche (professionali ed umane) delicate e multiformi: dal collega collaborativo a quello invidioso; dal capo generoso al tirannico. E cosa succede quando in azienda si trovano a lavorare a stretto contatto risorse di età differenti?

La diversità stimola il confronto e può generare importanti cambiamenti e progressi, anche se non sempre è così semplice. Le possibili cause possono essere:

  1. problemi di comunicazione: l’adozione di linguaggi differenti da parte di generazioni diverse, ognuna con i propri codici, ostacola l’accesso sia in termini di ascolto che di comprensione e crea malintesi e fraintendimenti nel dialogo.
  2. problemi di adattamento: molte volte abbiamo difficoltà ad adattarci ai cambiamenti e all’innegabile avanzare del tempo. Con il progredire degli anni acquisiamo nuove competenze e rafforziamo la nostra esperienza nel ruolo ma, allo stesso tempo, notiamo lacune sotto altri aspetti.
    Uno dei maggiori problemi è proprio essere aggiornati sulle nuove tecnologie e gli strumenti del mondo digitale: da una sensazione di inadeguatezza e di “rallentamento” può nascere una frustrazione che, spesso, si riversa sui colleghi più giovani, ambiziosi ed intraprendenti.

Sembra quindi difficile trovare la giusta armonia tra due generazioni così diverse, seppur così vicine. Ne avevamo parlato in una delle precedenti edizioni del Secretary JOB con Gianna Martinengo, imprenditrice nel digitale, Presidente della Didael KTS e Fondatrice dell’Associazione Donne e Tecnologie. Ci ha spiegato perché colmare il gap tra i cosiddetti “veterani” e la nuova generazione “smart” è tanto importante.

La tecnologia ha semplificato la nostra vita: questo assunto condiviso da tutti ha però dei risvolti che hanno a che fare con la disuguaglianza generazionale e che spesso vengono sottovalutati. Infatti, i giovani hanno una conoscenza intuitiva di tutto ciò che è tecnologico, ma mancano di un know-how costruito in anni di lavoro ed esperienza acquisita “sul campo”. Dall’altra parte, gli over 50 rischiano di essere rapidamente emarginati da un mondo del lavoro che talvolta punta alla “rottamazione indiscriminata” per svecchiare il parco lavoratori, con il rischio di perdere la competenza di cui sopra, che spesso non viene trasferita.

Con l’interazione tra generazioni e adeguate politiche di innovazione si potrà superare questa impasse e valorizzare il potenziale del singolo, indipendentemente dalla sua età anagrafica. Come? Contribuendo ad esempio a trasmettere soft skills in cambiamento ed evoluzione, valorizzando giovani a cui si richiede una competenza professionale ancor prima del loro ingresso nel mondo del lavoro, affiancando ed indirizzando adulti – lavoratori e decisori – alle prese con l’impresa 4.0, tema cruciale e spinoso su cui si riscontra ancora poca preparazione.

Ciò che da anni propongo, anche con le soluzioni e gli strumenti messi a punto da Didael KTS, è una visione che ragioni in termini di “patto generazionale”, ossia di scambio virtuoso di informazioni, di inclusione, di trasferimento delle tecnologie e del sapere in modo diffuso all’interno della intera società, non solo nel mondo aziendale.

Siete d’accordo? Come agisce la vostra azienda affinché ci sia una vantaggiosa collaborazione tra figure Senior e Junior? Lasciate la vostra opinione nei commenti!

 

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