Secretary.it la community dedicata alle assistenti di direzione

Professione Assistenti di direzione

email

Creare un’email efficace: 6 consigli

L’email è un mezzo di comunicazione potentissimo, con una doppia faccia: una più immediata che riguarda la trasmissione di un contenuto, e un’altra che è data dall’insieme di tutte le comunicazioni inviate nel tempo.

A creare un’email efficace e allettante (o, al contrario, inutile e trascurata) contribuiscono tanti fattori: a partire dall’oggetto, passando per il contenuto, per arrivare agli elementi grafici. Una buona comunicazione va curata in tutti i suoi aspetti. Abbiamo allora chiesto a dei veri esperti, il team di MailUp, la piattaforma per l’invio di email e SMS, di fornirci qualche consiglio. In sei punti, ecco le buone regole per scrivere un’email efficace.

1. L’oggetto: breve, utile e con un sommario personalizzato
L’oggetto è la porta di ingresso alla comunicazione, l’elemento che assicura l’apertura dell’email da parte destinatario o ne distoglie l’attenzione. È un dato: il 35% dei destinatari apre l’email basandosi unicamente sull’oggetto. Breve, utile e onesto. Così deve essere l’oggetto, limitandosi a circa quattro parole, offrendo contenuti utili e veri, coerenti con il resto dell’email.

È consigliabile stendere più di una versione dello stesso oggetto, in modo da confrontarne il rendimento: con una piattaforma di invio professionale come MailUp è possibile condurre un A/B test, inviando la stessa email con differenti oggetti a un campione di destinatari. È la piattaforma a indicare quale email ha ottenuto il maggior numero di aperture e clic.

Dopo l’oggetto, non si deve dimenticare di personalizzare il sommario (o preheader), ossia il breve testo che nella casella Inbox compare accanto o sotto l’oggetto. Offrendo ulteriori informazioni al destinatario sul contenuto del messaggio, un buon sommario aumenta significativamente i tassi di apertura, soprattutto da mobile. Personalizzarlo con MailUp è semplicissimo, è sufficiente compilare l’apposito campo nella piattaforma.

2. Il design dell’email: moderno e professionale
L’email deve essere allettante, gradevole, con uno stile moderno e professionale. Al tempo stesso è importante evitare di dare alla comunicazione sempre la stessa veste. Con un email editor si può personalizzare l’email in tutti i suoi aspetti grafici, in pochi clic.

email oggetto

BeeFree è lo strumento emergente in questo campo, un editor drag & drop gratuito che non richiede alcuna conoscenza di linguaggio HTML e web design. Dalle immagini ai bottoni di condivisione social, fino alla call to action: nessun aspetto va trascurato. In questo blog post è possibile capire quali sono gli ultimi trend dell’email design.

3. Quando inviare: ce lo dicono le statistiche
In assoluto, non esistono caselle del calendario e fasce orarie migliori per inviare comunicazioni, newsletter o DEM (Direct email marketing): ogni invio deve tenere conto dell’obiettivo della comunicazione, dei destinatari, del loro profilo e delle loro abitudini. Le tempistiche giuste si ricavano consultando le statistiche degli invii precedenti. MailUp permette di consultare report e grafici per invio, singolo utente, oppure aggregati su un periodo di circa sei mesi: l’unico modo per scoprire il momento in cui i destinatari sono stati più ricettivi alla comunicazione. Inoltre, cosa non da poco, una piattaforma professionale permette di programmare l’invio: una volta fissata l’ora e il giorno, la comunicazione verrà inviata automaticamente.

4. Incuriosire i destinatari
Incuriosire è la parola d’ordine e nel farlo bisogna “colmare un vuoto” di conoscenza. Per comunicare bastano poche e puntuali parole, essere prolissi è controproducente. Le persone non leggono le email, le scansionano con uno sguardo. Quindi, oltre a parlare “la lingua” del destinatario, è buona norma usare elenchi puntati, parole chiave e sottolineature per facilitare la lettura. Se si usa una piattaforma di invio si può approfittare dei contenuti dinamici e dei filtri (anagrafici, di attività, geografici e così via). Da evitare gli allegati, meglio inserire i link ad altre pagine e contenuti utili.
L’inizio dell’email è fondamentale, perché è il momento in cui il destinatario decide se proseguire la lettura: nelle prime 3-5 righe condensa il contenuto, poi approfondisci e quindi invita all’azione.

5. Accompagnare verso il clic
Una DEM a regola d’arte risponde alle domande del destinatario: chi sei? Cosa vuoi farmi fare e perché? Nel rispondere, lo accompagna attraverso passi progressivi scanditi da un micro “sì” verso l’azione desiderata: un clic su bottone di acquisto o di approfondimento, la cosiddetta call to action, il punto dell’email su cui va fatta convergere l’attenzione e la curiosità del destinatario.

6. Evitare i filtri antispam
Fondamentale è curare gli aspetti che accrescono il tasso di recapito delle comunicazioni: come l’invio a destinatari che hanno dato il proprio consenso a ricevere le email e la gestione del proprio database di contatti.

email, mail

Con MailUp è possibile ripulire la lista dai destinatari inattivi (detti anche “zombie”) oppure riattivare il loro interesse con delle azioni predefinite e liberamente impostabili, basate sull’ultima data di attività svolta (apertura o clic).

Per concludere, email universali non esistono. Le parole d’ordine sono sperimentare e monitorare. Operazioni possibili solo con una piattaforma di invio come MailUp (qui puoi richiedere una prova gratuita): le funzioni specifiche permettono di verificare, di volta in volta, cosa è più performante per la tua email, dall’oggetto fino alla call to action.

Conoscete altre accortezze per realizzare email efficaci? Avete mai ricevuto invece email pessime per design o contenuto dalle quali NON trarre ispirazione? Fateci sapere!

 

Copertina: designed by Freepik.com

1 Response

Leave a Reply