Secretary.it la community dedicata alle assistenti di direzione

Professione Assistenti di direzione

Assistente: quando è l’uomo a svolgere questo ruolo

Assistente di direzione: lavoro solo per donne?

Il ruolo di assistente di direzione è tipicamente associato ad una figura femminile. Abbiamo intervistato Tommaso, assistente della community, per sapere com’è svolgere questo lavoro per un uomo.

Executive Assistant, Office Manager, Receptionist: cosa vi viene in mente leggendo questi job title? Che sono tutti in inglese? Senza dubbio, ma oggi non parliamo di internazionalizzazione.

La verità è che li associamo in automatico ad una figura femminile. Indovinato?

Secondo voi il ruolo di assistente di direzione può essere ricoperto sia da un uomo che da una donna? Durante l’ultimo Secretary JOB lo abbiamo chiesto alle presenti. Alcune erano molto convinte del fatto che si addica soltanto alle donne, in quanto è nella loro natura prendersi cura degli altri.

Per conoscere quindi un nuovo punto di vista, abbiamo intervistato un Assistente uomo (ebbene sì, esistono!) per sapere in che modo e con quale attitudine viva questo lavoro prettamente femminile.

Cerchiamo di capire come cambia l’approccio tra assistente/donna e assistente/uomo con Tommaso Givogre, Assistente del Presidente di Mybest, società di servizi.

Noi uomini abbiamo un approccio formale ed esecutivo. Io, ad esempio, ho lavorato diversi anni nell’Arma dei Carabinieri e questa esperienza mi ha lasciato un’impronta molto militare: quando il mio capo mi chiede una cosa io agisco come un carrarmato, vado avanti fino a che non l’ho portata a termine.
Le donne invece hanno una maggiore sensibilità e tendono ad agire in maniera più emotiva; ciò le porta a fare più domande, forse per il timore di sbagliare, e a farsi influenzare maggiormente dai fattori esterni.

Capiamo ora meglio qual è la metodologia che Tommaso applica al suo ruolo e come si rapporta con i suoi superiori.

Esser stato Carabiniere ha dato un imprinting considerevole al mio lavoro e c’è una metafora che mi piace adottare: il mio capo è per me un colonnello, un generale, a cui io rispondo come un attendente fa come il suo superiore. La risposta giusta alle sue richieste? Signor sì!
Anche nell’accoglienza si riflette la mia impostazione: cordiale e molto attento alla forma.

Ma questa differenza di comportamento e di stile di comunicazione non rischia di creare un divario incolmabile con le colleghe assistenti?

Assolutamente no, né tanto meno ho mai subìto alcun tipo di discriminazione, sia da parte di colleghe che di superiori. Anzi, sono un grande estimatore dell’essere femminile e sono felicissimo di lavorare a stretto contatto con così tante donne! Nel mio team coordino altre due assistenti, mi interfaccio quotidianamente, via mail o telefono, con le colleghe e stabilisco sempre un rapporto positivo e di simpatia reciproca.
Per me è assolutamente normale avere a che fare solo con donne… Anche perché non mi è mai capitato di avere un collega-assistente uomo!

A questo punto noi siamo molto curiose (e forse anche voi) di sapere come un carabiniere sia giunto a ricoprire il ruolo di assistente di direzione.

Quando ero più giovane ho lavorato per tantissimo tempo  in televisione, girando oltre 60 spot. È in quel settore che ho conosciuto Jessica Alessi, fondatrice di Secretary.it.
Crescendo, ho abbandonato quel mondo per diventare formatore; per oltre 12 anni sono stato coach di grandi Manager a cui insegnavo dizione e public speaking.
In occasione di uno dei miei corsi, incontrai l’Amministratore di una compagnia che cercava proprio in quel momento una figura di Speaking ed Executive Assistant. Una vera e propria coincidenza che mi ha cambiato la vita!

Ed è così, un po’ per caso, che un attore, docente e carabiniere è diventato un Assistente di direzione.
Come non chiedergli allora, alla luce delle diverse esperienze e della differenza di approccio, quali sono i suoi consigli per le colleghe (e naturalmente per i colleghi).

Il nostro ruolo richiede impegni e sacrifici. Lavoro circa 10/11 ore al giorno e metto sempre il massimo dell’impegno nelle attività che mi vengono affidate.
Ecco perché ho un consiglio che ritengo essenziale per tutti: fate bene l’ordinario.
Cosa significa? Fate ciò che ci viene richiesto, ma senza esagerare. Lasciate il lavoro in ufficio e non portatelo a casa. Quando necessario fate gli straordinari (senza lamentarvi), ma non rendetela un’abitudine! E se avete intenzione di chiedere un premio, assicuratevi di farlo nel momento migliore e reagite con serenità in caso di risposta negativa.

Un suggerimento che mi sento di dare soprattutto alle donne è di non lasciarsi influenzare dagli altri, dai pettegolezzi e dai confronti: viaggiate al di sopra di tutto, con il sorriso!

In conclusione, per semplificare il loro lavoro, consiglio ai miei colleghi di adottare un approccio più militare. Ecco le mie regole da tenere a mente: mai contraddire il capo, diventate il suo consigliere, siate sempre educati ed eseguite le richieste facendo poche domande.
Siate glaciali: ovvero non innervositevi e mai, mai portare i propri problemi personali in ufficio! E ciò non significa diventare antipatici 😉

E infine prendetevi mezz’ora al giorno per voi stessi, magari in pausa pranzo, in cui liberare la mente e smaltire lo stress!

Siete d’accordo con Tommaso? Fatecelo sapere nei commenti!

Leave a Reply