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Allarme burnout? Recuperiamo le energie!

Stanchezza, crollo ed esaurimento: il burnout è una vera e propria condizione di stress che può portare a conseguenze molto serie. Fortunatamente recuperare le forze è possibile, scopri come con alcuni semplici ma efficaci consigli!

La sindrome del burnout, inizialmente associata alle professioni sanitarie e assistenziali, è stata nel tempo riconosciuta a qualsiasi contesto lavorativo con alte condizioni stressanti e pressanti, come ad esempio posizioni di grande responsabilità.

I segnali da tenere d’occhio

Secondo Christina Maslach, professoressa di psicologia all’Università californiana di Berkeley, i segnali di questo malessere si manifesterebbero con: prosciugamento emotivo, nausea, insonnia e difficoltà nel superare banali malattie come il raffreddore, alienazione dai colleghi e dai capi, sensazione di sottovalutazione e di improduttività.
Quando le persone cominciano ad avere questo genere di problemi sul lavoro non è infrequente l’assenteismo, commettere errori, essere distratti. A volte si diventa aggressivi anche con chi in genere si va d’accordo o non si riescono a compiere azioni comuni di vita quotidiana non particolarmente dispendiose di energia, come ad esempio fare shopping o portare fuori il cane…

Le 3 fasi di recupero e l’aumento dell’energia

Una classica conseguenza del burnout è la sopraffazione e spesso si continua a procrastinare (rimproverandosi per questo). Come agire, quindi?

1. La fase di accettazione

Innanzitutto è fondamentale l’autoconsapevolezza: riconoscere di avere un momento di debolezza è il primo passo per riuscire a superarlo.
In questa fase è fondamentale prendere spazio per lavorare su sé stessi, obbligando il corpo al riposo (anche quando il livello di adrenalina è alto). Gli esperti sono concordi nel sostenere che staccare la spina è un trucco veloce per alleviare il burnout. L’ideale sarebbe concedere a sé stessi un’intera giornata facendo quel che più ci piace, andando a letto presto la sera per riposare un’intera notte. Quando questo non risulta possibile perché le responsabilità e le scadenze sono davvero urgenti, un aiuto da un counselor o specialista potrebbe risultare utile, perché questo primo momento potrebbe provocare paura e panico.

2. Prenditi tempo per recuperare

In questa fase di recupero potrebbe verificarsi un peggioramento della stanchezza, perché alla fase di accettazione seguirà l’espressione dell’emotività. Il processo di recupero oscillerà con alti e bassi, è normale. Inserire pause alle attività lavorative, imparare ad ascoltare il corpo, iniziare a praticare delle attività fisiche moderate e confidarsi con qualcuno di cui ci fidiamo sono tutti accorgimenti fondamentali che agevoleranno moltissimo il processo di miglioramento.
Nel contesto lavorativo il semplice fatto di iniziare a fare piccole cose, senza porsi obiettivi complessi, può avere un grande impatto sul benessere generale perché porta all’aumento di dopamina nel cervello.
Il suggerimento è di compilare un elenco delle cose da fare, dividendo ogni attività in piccole parti e spuntando progressivamente la lista.

3. Parla con qualcuno

Durante la fase ricostruttiva la stanchezza non sarà ancora del tutto sparita, e spesso, a fine giornata, l’affaticamento si farà sentire. Nelle fasi precedenti abbiamo affrontato il benessere fisico e mentale, ed è il momento di curare anche il benessere sociale e le relazioni.
Sempre Christina Maslach, afferma infatti che un antidoto efficace contro il burnout è l’interazione con gli altri, condividendo momenti positivi e spunti di riflessione che ci aiutino a comunicare e comunicarci meglio. Se al lavoro c’è un collega, o un Manager, di cui ci si fida molto si può anche provare a discutere con lui su come affrontare i problemi lavorativi.

Mindfulness: un alleato speciale contro il burnout

Un rimedio risultato davvero efficace nella cura dello stress e delle patologie ad esso correlate, e più in generale nel promuovere cambiamenti nella propria percezione della vita quotidiana, è la tecnica del mindfulness: una forma di meditazione fondata sulla presa di coscienza, cioè sulla consapevolezza, di sensazioni ed emozioni presenti sia positive che negative.
Questa pratica si concretizza nel prestare attenzione nel momento presente al proprio corpo, alle proprie percezioni sensoriali fisiologiche, fisiche e psicologiche. Lo scopo finale sarà poi quello di riuscire a generalizzare ed estendere questa modalità di ascolto alle situazioni e ai contesti della vita quotidiana.

Potrebbe essere interessante estendere questa connessione tra burnout e mindfulness con l’utilizzo di protocolli a differenti contesti lavorativi, cercando di aumentare in un primo momento la consapevolezza sul burnout e, in seguito, proporre un adeguato modello di benessere sul luogo di lavoro.