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AAA Attenti a chi vi cerca: guida all’interno del mondo degli annunci di lavoro

Non sempre dietro ad un annuncio c’è una sana ricerca di personale. Come difendersi? Simona Ciotti, HR Manager, vi suggerisce alcune accortezze. Scopriamole insieme!

 

Quando cerchiamo lavoro la speranza di trovare la posizione che sogniamo può farci abbassare la guardia sulle insidie che si annidano negli annunci sul web. Ma anche online valgono le regole relazionali che ci accompagnano offline: chi non si mostra in modo chiaro, concreto e coerente sicuramente nasconde qualcosa.

E’ possibile che una società pubblichi un annuncio per posizioni che non esistono? Un’azienda può voler entrare in contatto con candidati per formare una “panchina lunga” di potenziali candidati a ruoli che hanno un alto turnover o in preparazione ad una fase di espansione. In questo caso non avrà problemi ad esplicitarlo per permettere ai candidati di orientare la propria candidatura in base alla loro urgenza di collocamento. In questo caso, anche se la posizione non esiste al momento, si tratta di un approccio al reclutamento “sano”: l’azienda in questione rappresenterà chi è ed il proprio progetto, sonderà le nostre competenze e ci terrà più o meno aggiornati in modo comunque trasparente.

Ma le cose non vanno sempre così! Stiamo attenti quindi a chi mandiamo i nostri dati personali. Partiamo dall’annuncio: deve rappresentare in modo veritiero la posizione in questione e non deve essere “esagerato” solo per attirare candidati a svolgere un lavoro che poi risulterà essere diverso. Serve far attenzione alla coerenza delle informazioni che si ricevono nel relativo processo di selezione a cui si partecipa. Al telefono o di persona, chiedete che vi spieghino il ruolo, il contesto in cui è inserito e le dinamiche aziendali. Questo aiuta, in primis, a chiarire le aspettative specifiche che l’azienda ha per quel ruolo e a farvi capire se è affine alla vostra esperienza ed esigenza. Questo approfondimento vi permette anche di cogliere eventuali segnali deboli che possono far emergere incoerenze tra l’annuncio pubblicato e il reale contesto della posizione: anche se ciò comunque capita spesso in buona fede, è sicuramente un segnale di disorganizzazione e confusione aziendale.

Può capitare inoltre che l’annuncio può essere uno “specchietto per le allodole” per cui contattarvi può rappresentare un vantaggio per il reclutatore al di là della vostra selezione; Ad esempio, vi possono chiedere referenze in una fase iniziale e non alla fine dell’iter di selezione insistendo molto ad avere contatti ma, le società di selezione ed i portali di categoria mostrano sempre senza problemi i propri contatti. Il fatto che una società sia poco nota e non palesi sede e contatti è un aspetto da considerare nella credibilità complessiva dell’annuncio.

Altro aspetto da considerare è il nome dell’azienda: spesso capita che non sia presente in un annuncio il nome dell’azienda per cui si porta avanti la ricerca. Un’azienda può avere il bisogno di fare un annuncio senza palesarsi (“blind”), ma avrà sempre l’accortezza di rivolgersi ad un’agenzia o a un portale che garantisca a loro nome la credibilità e riconoscibilità. Quindi è bene porsi delle domande se ci si trova davanti ad un annuncio “blind” fatto da un portale sconosciuto.

In conclusione, bisogna inoltre escludere sempre a priori offerte che richiedono pagamenti, costi di ammissione o promesse di grandi ritorni su un investimento di base che vi richiedono di fare. In questo caso, un saluto e una stretta di mano saranno la miglior risposta!

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