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Professione Assistenti di direzione

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Real life: energie positive da esperienze negative

E se nonostante le esperienze passate, considerate non proprio facili, si continua a svolgere lo stesso lavoro? E se, nonostante tutta la fatica, si tiene duro? Beh, allora significa proprio che quel lavoro è fatto per voi e lo amate davvero.

Nel primo racconto della rubrica “Real life” Emanuela si chiedeva “Segretarie si nasce o si diventa?“.

Questa domanda ha subito catturato la curiosità di Serena che ha voluto darci la sua risposta! Buona lettura!

 

Io me lo chiedo spesso: segretarie si nasce o si diventa?!

Ogni giorno collaboro con tantissime persone che fanno il mio lavoro e ho imparato una cosa: questo lavoro non è per tutti.
Che disciplina, pazienza, riservatezza siano necessarie è scontato, ma la vera assistente deve saper essere multitasking e deve sempre guardare al di là di ciò che le viene chiesto.

Io forse a questo mestiere ci sono arrivata un po’ per caso, dopo la Laurea in Mediazione Linguistica presso l’Università Statale di Milano, sono subito stata assunta da una piccola società come assistente del Direttore Generale e da lì quel lavoro non l’ho più lasciato. E anche nella mia carriera il ruolo si è evoluto: sono passata da segretaria sullo stile “vecchio stampo” a segretaria 2.0. Sentivo che il ruolo mi stava un po’ stretto e me lo sono disegnato attorno in base alle mie attitudini e passioni. Mi è sempre piaciuto essere parte attiva nelle cose che faccio e non come mera esecutrice ma come persona che dà il suo contributo su tutte le attività. Io dico sempre: “se mi chiedi di fare una cosa io ne faccio due”, perché per fare bene questo lavoro è necessario approfondire e analizzare a fondo tutte le attività.

Ho avuto anche delle esperienze per così dire “traumatiche”: capi sempre arrabbiati, manager che usavano il loro ruolo privilegiato per sfruttare al massimo il mio tempo e la mia pazienza. Nonostante tutto non ho mai mollato, ho pensato che prima o poi sarebbe arrivato il mio momento, il momento in cui si sarebbe instaurato un rapporto di stima reciproca con il mio capo, il momento in cui mi avrebbe guardato con occhi ricchi di gratitudine per il tempo che dedico ogni giorno e per gli sforzi quotidiani per far sì che tutto funzioni, anche la sua giornata, scandita da ritmi frenetici ma organizzati al meglio e nei minimi particolari. Poi quel momento è arrivato: oggi a distanza di poco più di 8 anni dalla laurea lavoro in un’azienda che amo e che mi fa amare il mio lavoro, perché questo non è solo un lavoro, è molto di più. Sicuramente non ci si annoia mai, ogni giorno si impara qualcosa di nuovo e ogni giorno scopri qualcosa di nuovo su di te. È questo il bello di essere assistenti ed è il vero #SecretaryPower. Perché si sa, le assistenti hanno davvero i super poteri, devono saper fare molte attività, spesso contemporaneamente, e devono saper “organizzare” la loro mente, oltre che organizzare un’agenda. Sicuramente si deve essere anche un po’ fortunati ad avere un capo che ti regala sempre un sorriso, che ti dice sempre grazie, e quando lo trovi ti dimentichi delle brutte esperienze e gli perdoni tutto: i modi sbrigativi, gli appuntamenti saltati e le sere fino a tardi.

Oggi ho imparato a vivere in simbiosi con la “mia” azienda e con l’agenda del mio capo. Perché bisogna esserci sempre anche quando non si è fisicamente in ufficio e per questo la tecnologia ci dà un grande aiuto. Con l’avvento dello smartworking, che in Italia diventa sempre più una realtà, si può essere più efficienti che mai! La tecnologia è l’essenza della nostra vita, non solo lavorativa, e lo smartworking è l’evoluzione del lavoro.

Ai ragazzi che si affacciano al mercato del lavoro, qualunque sia la professione, dico di non arrendersi, di “modellare” in tutte le esperienze il proprio mestiere in base alle proprie attitudini. Non abbiate paura del futuro e non abbiate paura di mostrare le vostre capacità e di osare!

Alla fine penso che la risposta alla mia domanda sia che segretarie lo si può diventare. Ma non lo diventerete mai veramente se sceglierete questo lavoro come un ripiego, questo lavoro va AMATO.

Scegli un lavoro che ami e non dovrai lavorare neppure un giorno in vita tua.” cit. Confucio

Anche voi avete iniziato la vostra carriera con esperienze “traumatiche” o vi ritenete fortunate? Fatecelo sapere nei commenti!

Serena sarà presente al Secretary Job di Milano il 25 novembre per raccontarvi come è cambiato il ruolo dell’assistente da segreteria vecchio stampo a segretaria 4.0.

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