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Real life: un’assistente, un presidente e un cliente particolare

Un’assistente e il suo Presidente, un cliente con una richiesta particolare ed un inconsueto e divertente happy ending.

L’azienda in cui lavoro da quasi 9 anni è LA FORTEZZA SpA, multinazionale leader nella progettazione e produzione di arredamento per la Grande Distribuzione Organizzata: dunque pensatemi quando vostro figlio si perde tra le Scaffalature di Leroy Merlin e Bricoman (tranquille: la loro portata è garantita ISO 9001), quando tra uno starnuto e l’altro scegliete dall’Espositore della Parafarmacia l’antinfiammatorio giusto, o quando, arrancando col carrello carico di una spesa degna dell’esercito della salvezza, vi recate alle Casse Automatiche Self Scanning (thanks God…they’re Self!) di Auchan e Carrefour.

Come tutte le aziende, anche LA FORTEZZA SpA ha un cliente considerato VIP, TOP, KEY: si tratta della prima catena di supermarket nel settore retail in Arabia Saudita. E qual è il momento più importante in cui Presidente (…o mio Presidente…) e Purchasing Manager s’incontrano e si stringono la mano per consolidare l’ottimo rapporto cliente-fornitore? La fiera di settore: Euroshop – Trade Fair Retail, la triennale di Dusseldorf! Ebbene, nel Febbraio 2014, così come 2011 e 2008, stavo svolgendo il mio incarico di addetta all’hospitality del nostro stand da 800 mq di cui 600 per l’esposizione prodotto e 200 per il ristorante tipico emiliano-romagnolo “LaFortezzaChef”: una specie di MiniPorkValley trasferita oltre il Reno, per l’appunto in Renania.

E fu proprio nel giorno “X” della trattativa “X” col famoso cliente arabo che verso l’ora di pranzo, proprio quando gli effluvi e la schiuma del Sangiovese si fondevano con quell’inconfondibile odore ruspante di salame felino, accompagnato da etti ed etti di piadina romagnola impastata con lo strutto (perchè dalle nostre parti “del maiale non si butta niente”) che il Presidente (…o mio Presidente…) si accostò a me e con aria terrorizzata ma con l’abilità di un ventriloquo, mi segnalò la necessità del Purchasing Manager, di religione musulmana, di svolgere la sua preghiera: notoriamente in luogo silenzioso, pulito e, udite, udite, dopo aver fatto le abluzioni.

Immaginatevi il panico. L’ansia. E già che ci siete immaginatevi anche un encefalogramma piatto, quello del mio cervello. Dunque, rapidamente capii che non potevo dire di no, che non potevo non trovare una soluzione, che non potevo mollare il Presidente (oddio…stavolta mio Presidente più che mai!) da solo.

Così valutai che l’unico luogo “adattabile” era il guardaroba-magazzino, un anfratto lungo e stretto, praticamente 1/800entesimo dell’area dello stand…piccolo ma quantomeno al riparo da occhi indiscreti. In un nano-secondo, grazie alla collaborazione di Federico, prezioso collega dell’ufficio Marketing, il budello fu svuotato dalla “qualunque” (cappotti, trolley, valigette 24 ore, cartelle porta pc, blocchi, cataloghi) e trasformato in luogo di preghiera last-minute; il gentile ospite fu poi dotato di una zuppiera (normalmente utilizzata dai cuochi della FortezzaChef per servire tortellini in brodo) colma d’acqua affinchè potesse procedere alle sue “purificazioni”. Qualche minuto dopo, il Purchasing Manager lasciò la sua “moschea improvvisata” e ringraziò il mio Presidente per l’accoglienza riservatagli.

La morale di questa storia, tra il serio e il faceto, è che sono ancora un’Executive Assistant ma non mangio più tortellini in brodo…solo alla panna!

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