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Premio Assistente dell'anno 2016 quote

Perchè dovreste candidarvi al Premio ADA 2016?

Se volete sentirvi più appagate, se avete bisogno di nuovi stimoli, se il lavoro di tutti i giorni vi annoia e siete alla ricerca di un qualcosa che vi faccia svegliare la mattina con il piede giusto, forse dovreste candidarvi per il Premio Assistente dell’anno 2016. Perchè? Continuate a leggere e capirete come un premio può rendervi più piacevole la vita di tutti i giorni.

Essere un’assistente non è semplice. Responsabilità, stress e spesso malcontento sul lavoro vi mettono a dura prova. Non sempre il lavoro fatto viene ripagato e qualche volta sentite il bisogno di essere apprezzate e valorizzate per tutto quello che fate. Candidarvi per il Premio Assistente dell’anno potrebbe tirarvi su il morale.
Perchè? Ve lo facciamo raccontare da tre ex vincitrici: Sabina Sforza (2011), Chiara Agnese Azzarello (2014) e Corinna Aloisio (2015).

La primissima risposta l’abbiamo ricevuta da Sabina Sforza che nel 2011 ha vinto il premio dal tema:Presento la mia storia con“. Ci ha confidato che candidarsi spinge a migliorare la propria professionalità e accende il desiderio di mettersi in gioco che, secondo lei, deve far sempre parte del vissuto di una persona.

Ci ha poi spiegato che vincere il Premio ADA 2011 l’ha fatta sentire realizzata poichè questa bellissima opportunità le ha dato maggiore visibilità in azienda e anche all’esterno.

Ho visto concretizzarsi un qualcosa che mi appartiene: io sono una persona spontanea, concreta, mi piace organizzare, prevenire e prevedere. Il mio segreto? Antenne sempre alzate, attenzione ai dettagli e mente aperta ad apprendere sempre senza mai stancarsi. Non “sedetevi” mai e non fate delle vostre attività una routine.

Chiara Agnese Azzarello ha invece partecipato all’edizione del 2014 con tema la creatività. Nonostante la passione per i numeri e uno spiccato senso commerciale ha realizzato quanto la creatività fosse una dote da sviluppare: mettersi in gioco dopo 17 anni di carriera sarebbe stata una soluzione per dimostrare le sue capacità.
Caso fortuito, la complicità di un capo e di un’azienda che l’ha supportata rendendola ancora più forte e consapevole.

Chiara ci ha confidato di essere rimasta stupita positivamente da una vittoria che le ha regalato opportunità e visibilità che ancora oggi le consentono di vivere esperienze importanti, lavorative e personali.

Invito tutte le persone che sono state o vivono ancora dietro alle quinte e che svolgono questo fantastico lavoro a candidarsi al premio per mettersi in gioco, per la voglia di condividere le proprie esperienze, per la voglia di costruire insieme a tante altre colleghe progetti, per scambiarsi idee e per unirsi ancora di più a una community che in sé porta valori come integrazione, multiculturalità e condivisione di contenuti ma anche esperienze umane.

Last but not least, Corinna Aloisio vincitrice della scorsa edizione che ha avuto come tema l’interculturalità e la digitalizzazione.
Ecco i suoi 5 buoni motivi per candidarsi al premio ADA 2016:

  1. La candidatura è una sfida che ci dà la possibilità di approfondire le nostre competenze professionali
  2. Gli obiettivi sono tangibili quando abbiamo dato la possibilità al talento che c’è in noi di emergere
  3. I punti di forza di ognuna di noi alimentano la nostra autostima
  4. La paura di non essere all’altezza professionalmente è valicabile grazie al riconoscimento dei nostri superiori e dei nostri colleghi. Coinvolgiamoli in qualcosa di costruttivo per noi e sorprendiamoli!
  5. La gestione delle aspettative sia professionali che economiche è nelle nostre mani

Ricordate che candidarsi non è poi così difficile. Basta crederci.

Mettetevi alla prova! Candidatevi al Premio Assistente dell’Anno 2016

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