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Estate in ufficio: mi scopro, ma quanto mi scopro?

Caldo, riunioni e voglia di vacanze. Il desiderio di scoprirsi è inevitabile! Scopriamo come affrontare l’estate in ufficio e mantenere un aspetto professionale.

L’estate è già arrivata da un pezzo ma mai come ad agosto si è tentati di cedere a un look decisamente più vacanziero. Non che faccia tanto più caldo rispetto a giugno o luglio ma, sarà perché molti colleghi hanno già i piedi nella sabbia, sarà che il parcheggio in città si trova sempre mentre le mail ricevono solo risposta automatica, sta di fatto che ad agosto viene proprio voglia di appendere la giacca al chiodo.

Le stesse aziende consigliano ai dipendenti di concedersi un abbigliamento più leggero, che inevitabilmente vuol dire più informale, con il rischio di eccedere e di apparire fuori luogo. Mi spiace infierire ma i piedi nella sabbia non sono i nostri quindi cerchiamo di fare uno sforzo. Sarà dura ma so che ce la possiamo fare. Ne va della credibilità professionale nostra e della nostra azienda.

Come sempre amo ripetere, non esistono regole universali e adatte a qualsiasi posto di lavoro: il livello di formalità sarà diverso per l’assistente di uno studio legale e l’assistente in una casa di moda, pertanto starà alla propria coscienza declinare con personalità i codici di stile aziendali.

Il primo consiglio, laddove possibile per la presenza di uno spogliatoio o un armadietto, è quello di tenere uno o due cambi a portata di mano: una camicetta poco più classica, una giacca per i contesti più formali e scarpe chiuse, saranno pronti all’occorrenza. Finita la riunione con i dirigenti o l’appuntamento con quel cliente importante, si potrà tornare a maniche più corte e calzature più aperte. Responsabilmente corte e moderatamente aperte: non trovo una sola ragione valida per mostrare l’intimo o tutte le umane imperfezioni delle nostre estremità inferiori, anche in estate. Minigonne e shorts non sono contemplati e credo non ci sia nemmeno bisogno di spiegarne il perché. Rinfreschiamoci quando possibile con salviettine e prodotti specifici e non dimentichiamo un ritocco veloce al trucco.

Meglio evitare capi aderenti e materiali che non fanno respirare: è sufficiente infatti che l’aria passi tra il tessuto e la pelle per percepire qualche grado in meno. Sì ai tessuti naturali ma attenzione alle pieghe che questi spesso comportano, come nel caso del lino. Meglio evitarlo per non avere un’immagine trasandata.

Vorrei invece spezzare una lancia a favore di alcuni tessuti sintetici o artificiali: sintetico non significa necessariamente di bassa qualità, esattamente come esistono sul mercato pessimi tipi di cotone. Sarebbe bene imparare a riconoscerli ma il mondo dei tessuti è talmente vasto che merita un futuro articolo appositamente dedicato.

Nel frattempo, buon lavoro e buona estate!

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